Ossigeno #2

110 In principio era lo spirito Filosofia di vita totalizzante: questa è la concezione originaria dello Hatha Yoga, che primordialmente coinvolgeva interamente l’uomo nella relazione con gli altri e con se stesso. La sua genesi, infatti, affonda le radici nella composizione dei primi Tantra, i testi classici che racchiudono gli insegnamenti spirituali della cultura religiosa indiana e di altre mistiche orientali. Nel suo testo di riferimento Yoga Sūtra, scritto in lingua sanscrita attorno al 400 d.C., Patañjali descrive per la prima volta l’Hatha Yoga come l’insieme di otto distinte discipline, gli “otto petali dello Yoga”. Seppur associata all’esecuzione di esercizi fisici, l’essenza mistica dello Hatha Yoga non venne in alcun modo snaturata. L’etimo della parola “Hatha” custodisce in sé tutto il fascino senza tempo della civiltà induista: “Ha” è uno dei nomi di Sûrya, il Sole; “Tha” semantizza Candra, la Luna. Il primo è il mascolino, la forza, il calore; la seconda è il femmineo, cangiante e pallido. Hatha è dunque lo “Yoga del Sole e della Luna”, dell’unione degli opposti che regolano tutto: il mondo, la natura, la dimensione umana. Unire le polarità presenti all’interno dell’individuo, simboleggiate dai luminari maggiori, significa superarle e giungere all’Uno. Risiede in ciò il cuore dello Hatha Yoga delle origini: attraverso una disciplina molto rigida, dominare il corpo e la mente per riuscire a unire il Sé individuale al Sé universale, all’Uno. In seno a questo principio, lo Hatha Yoga non rappresentava uno stile particolare di Yoga. Era bensì lo Yoga: l’insieme di pratiche fisiche da eseguire per giungere alla trascendenza verso l’energia cosmica. È nel corso del ventesimo secolo che, parlando di Hatha Yoga, si fa riferimento per la prima volta alla pratica yogica promossa nel mondo occidentale dall’attività di due Maestri ancora oggi internazionalmente conosciuti, tanto discussi quanto ammirati: il “Maestro del mondo” Swami Sivananda Saraswati (1887 – 1963) e il suo discepolo, “Maestro contemporaneo”, Swami Satyananda Saraswati (1923 – 2009), la cui dottrina suprema è composta da sei potenti lemmi assoluti: "Servire, Amare, Dare, Purificare, Meditare, Realizzare". yogasūtra 3.0

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