121 under pressure FELDENKRAIS CHI: Seppure il Metodo Feldenkrais sia adatto a uomini e donne di qualsiasi età e in qualunque fase della vita, la Haller sostiene che la maggior parte degli allievi che optano per tale metodo sono perlopiù soggetti affetti da patologie al collo o alla zona lombare. Il Feldenkrais può essere uno strumento valido per la riabilitazione, come sa bene la Haller, che nel 2000 subì un intervento di chirurgia maxillofacciale. Durante l’intervento, la Haller sperimentò una cattiva reazione - di origini genetiche e totalmente a lei ignote - all'anestesia, che le causò una lesione cerebrale. Le sue funzioni linguistiche ne uscirono alterate: l’ordine delle parole diventò confuso, le consonanti le risultavano difficili da pronunciare. Alla Haller fu diagnosticata una disfunzione rarissima, la Sindrome dell’Accento Straniero: parlava letteralmente come una straniera. A meno di 65 persone in tutto il mondo era stata diagnosticata la stessa sindrome. Il recupero logopedico fu arduo: due anni dopo l’intervento, l’intelligibilità del linguaggio si attestava al 52%. Dieci anni dopo (nel 2012), la sua logopedista Dianna Britton valutò la sua intelligibilità del linguaggio al 78%. La Haller ammette che la riabilitazione le costò grande impegno, tenacia, costanza. Ma solo dopo che la Britton le suggerì il metodo Feldenkrais come aiuto nella riformulazione del linguaggio, oltre che nella profonda consapevolezza della postura e dell’equilibrio, la Haller potè scorgere di nuovo, finalmente, la luce in fondo al tunnel. L’attenzione che il Feldenkrais rivolge ai dettagli e alle connessioni cerebrali può essere di aiuto anche nel trattamento di artriti, dolori cronici, nonché di disturbi al sistema nervoso come ictus, paralisi cerebrale e sclerosi multipla. Anche i pazienti affetti da Morbo di Parkinson possono trarne sollievo [v. approfondimento nel box dedicato]. “Occorre innanzitutto lavorare sul coinvolgimento di ogni singola cellula celebrale a nostra disposizione”, dice la Haller. Nel primario coinvolgimento del cervello, spiega la Presidentessa, l’idea è di cominciare dalle estremità periferiche per poi spostarsi al sistema nervoso centrale, immediatamente seguito dal tronco e dalla colonna vertebrale. Idealmente, il Feldenkrais può essere d’aiuto nel costruire nuovi percorsi attorno alle cellule morte fruendo di canali inusuali. Anche, artisti, musicisti e atleti possono sperimentare un notevole miglioramento delle proprie capacità unitamente a un ampliamento della loro creatività. Ancora una volta emergono due temi sempre strettamente collegati: l’efficienza e il cervello. Prendiamo un violinista affetto da dolore alle mani. Il Feldenkrais può intervenire riequilibrando la postura attraverso piccoli movimenti consapevoli, come portare la testa in avanti o riposizionare i piedi. In altre parole, spiega la Haller, l’efficienza e la funzionalità consapevoli intervengono nel coinvolgimento dell'intero corpo per supportare il peso del violino.
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