142 Sbarcato a Berlino quasi per sbaglio, e fattosi autoctono per vocazione. Uno storico dell’arte sempre col bagaglio in mano, ma la testa perennemente a quelle latitudini. “Ich hab’ noch einen koffer in Berlin”, “Ho ancora una valigia a Berlino”, cantava la Dietrich per tutti quelli che, anche quando non sono qui, non sono mai veramente altrove. Landed in Berlin almost by accident, became native by vocation. An art historian with a suitcase always on hand, but a head perennially in those latitudes. “Ich hab’ noch einen Kofer in Berlin”, "I still have a suitcase in Berlin", Dietrich sang for everyone who, even if not here, is never really elsewhere. #002: STEFANO SANTANGELO AND BERLIN isensi e la città Senses and the City A Grand Tour journal. A virtual guide for an increasingly connected era such as ours. An intimate journal à la Jean Genet, or a travel diary in the style of Goethe. It’s poetic and it’s practical: based on experience, and on a Google Maps itinerary that tour guides rarely will show. A city described by a person who live in it - each time an excellent author - who can convey his senses into words, going where the five senses will take him: those of the Author and those of the city that's home to himself. i sensi e la città Un carnet de voyage ottocentesco. Una cyber-guida per un’era, la nostra, tendenzialmente automatica. Diario intimo, ricordando Jean Genet, e diario di viaggio, all’ombra di Johann Wolfgang von Goethe. Poesia e pratica: righe di vita vissuta, e un itinerario Google Maps che le guide turistiche difficilmente tracceranno. Una città raccontata da chi la vive - ogni volta una penna eccellente - lasciandosi trasportare dai cinque sensi: quelli dell’Autore, e quelli della Città che lo ha accolto.
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