Ossigeno #2

146 Annuso Berlino: Primo giorno, sbarco al Volkspark Friedrichshain. Il Volkspark è un’isola che chiede le si paghi visita spesso, come una madre anziana, e io non mi tiro indietro. Come ogni isola della città, anche questa cambia pelle al mutare delle stagioni. Un odore che ho fatto mio accomuna tutta Berlino d’inverno, è quello delle stufe a carbone che ancora, incredibilmente, riscaldano decine di migliaia di appartamenti (e che Christopher Isherwood troverebbe familiare). Un odore intenso, quasi dotato di densità fisica, che nei mesi freddi, nel Volkspark, si mescola a quello delle foglie morte. Arriva l’estate, il palcoscenico cambia scena. È la stagione in cui attraverso quest’isola in lungo e in largo, taccuino alla mano, per poi finire sempre nel nucleo della sua ghiandola olfattiva, il Duftgarten, ‘Giardino delle Essenze’, un piccolo labirinto concentrico che ruota intorno alla monumentale statua della madre che allatta il figlio: una sorta di divinità silvana laica. �ui, una colonna di profumi si alza dalla sua collezione di piante aromatiche autoctone e alloctone. Raccolgo una manciata di esemplari per il mio erbario: ` lavanda ` malva odorosa ` salvia ` menta piperita Due note libere: Stessi camminando in questi stessi luoghi nel maggio del 1945, starei respirando l’odore acre prodotto dall’incendio della torre-bunker Flakturm Friedrichshain, e dalla combustione dei 417 capolavori che in essa cercavano riparo, e invece andarono in fumo; letteralmente, avrei i polmoni pieni del fumo prodotto dal ‘San Matteo e l’Angelo’ di Caravaggio, dal ‘Cristo incoronato di spine’ di van Dyck, dalla ‘Conversione di San Paolo’ di Rubens. Forse il più peculiare, e sicuramente uno dei più tristi, odori della storia. Temessi di dimenticare l’odore di questa città, porterei con me Berlino in una bottiglia. Dal 2009, al numero 13 della Zimmerstraße, la bottega degli alchimisti Stefanie Hanssen e Cristoph Niedermeier Frau Tonis Parfum distilla l’odore dei tigli e dei fiori della città in una selezione di 36 fragranze. La linea è ispirata ai profumi del passato - quelli che Toni Luise, nonna di Stefanie, tanto amava - quelli che sanno di Berlino come ‘Berlin Summer’, ‘Linde Berlin’, ma anche ‘Pure Violet’ - quest’ultimo, riedizione del profumo degli anni Venti preferito da Marlene Dietrich, nume tutelare di queste latitudini. I profumi possono essere acquistati singolarmente o combinati tra loro in formule personalizzate, come in un collage di ricordi. i sensi e la città

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