Ossigeno #2

152 Tocco Berlino: �uarto giorno: carico nello zaino gli strumenti da geologo e, proseguendo nell’esplorazione di Mitte, finisco nel punto in cui lo Sprea curva prima di dividersi in due e circoscrivere l’Isola dei pescatori. Trovo rifugio in un luogo appartato che pochi conoscono: la sala del Berliner Stadtmodelle, esposizione permanente ospitata all’interno degli uffici destinati al dipartimento senatoriale per lo sviluppo urbanistico ed ambientale. Nel cuore del palazzo si nasconde un cortile che pare una caverna illuminata da un grande squarcio sulla volta. �ui, quattro enormi modelli in scala mostrano la città come era al tempo della DDR, come è oggi, come sarà quando ogni spazio urbano verrà completamente occupato dai progetti in cantiere… ed infine come sarebbe, se la mia mano avesse un’estensione superiore a quella di Alexander Platz. È quest’ultimo il Modello Tattile, scala 1:2000, con il quale giocare a fare Dio, chiudere gli occhi e scorrere lentamente le dita tra grattacieli e strade, saggiare l’orografia complessa della città, avere la percezione tridimensionale delle sue architetture. Annoto sul taccuino: La Porta di Brandeburgo ha le forme essenziali e squadrate di un blocco di bismuto. La Siegessäule è un raffinato pezzo di selenite. Le forme della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche - chiesa simbolo dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, con le sue rovine volutamente lasciate tali - al tatto restituiscono la sensazione di un cristallo di quarzo. Il Tiergarten è un vasto fiore di ametista. Berlino è cosa spigolosa, una litoteca affilata e appuntita, le cui asperità a volte sono addolcite dalle forme semisferiche e semiellissoidali delle sue cupole - soprattutto nei geodi barocchi e ottocenteschi della città, come nella zona attraversata dal monumentale viale Unter den Linden (letteralmente “sotto i tigli”), e in quelli dell’Isola dei Musei. Da una sommaria analisi petrografica, risulta che in queste grosse rocce ignee una bolla del tempo ha consentito di preservare sino ad oggi piccoli capolavori da Wunderkammer. i sensi e la città

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