Ossigeno #2

20 Furono celebri esploratori spagnoli - Antonio Vázquez de Espinosa [1570-1630], Bernabé Cobo [1582-1657] e Hipólito Ruiz López [1754-1816] - a documentare per primi la presenza della Radice di Maca sugli altopiani andini di Perù, Bolivia e Argentina: un vegetale da sempre considerato speciale per le sue virtù nutrizionali. La maca [Lepidium Meyenii], tubero appartenente alla famiglia delle Crocifere [Brassicaceae], è una pianta resistente al punto da crescere solo fra i tre e i quattromila metri sul livello del mare, in condizioni ambientali molto rigide. La sua vera ricchezza è nascosta sotto terra, nella radice: simile a una rapa, i suoi colori, che ne identificano la varietà, spaziano dal bianco al giallo dorato, dal rosso al blu, fino a diverse tonalità di verde. La radice di maca è un alimento largamente utilizzato in Sud America: grazie all’alta percentuale di proteine vegetali, carboidrati e sali minerali, rappresenta un vero ricostituente a basso contenuto calorico, utile tanto per affrontare le elevate altitudini, quanto lo stress urbano. La storia della maca affonda le radici nelle antiche leggende degli altopiani del Perù centrale. Secondo la tradizione, il Grande Dio Racco, il Dio del Tuono Llibiac Concharco e il Dio della Pioggia Yanamarán avevano dato all’uomo tutto ciò di cui aveva bisogno, eccezion fatta per un alimento vegetale nutriente e abbastanza resistente da crescere in lande tanto inospitali. Solo l’intervento divino di Racco poté ovviare al problema: egli mescolò neve, raggi solari e lo spirito vitale della Pachamama, la Madre Terra. Aggiunse poi i colori dell’arcobaleno e convocò le altre divinità perché partecipassero alla creazione. Grazie al contributo del Dio del Tuono e del Dio della Pioggia, la pianta divina assunse caratteristiche uniche: divenne resistente al gelo notturno e alle piogge forti, un vegetale che fornisse ai pastori d’altura tutto il nutrimento di cui avevano bisogno. Da allora, i sacerdoti andini ringraziano gli dei per il grande tesoro ricevuto in dono. al nocciolo PROPRIETÀ DI UN NUTRICEUTICO A partire dagli anni Sessanta dello scorso secolo, la radice di maca ha iniziato a essere utilizzata da medici e ginecologi occidentali come nutriceutico, un alimento funzionale volto a ottenere benefici per la salute e per una generale efficienza psicofisica. In particolare, l’accento è stato posto sugli amminoacidi essenziali contenuti in essa: istidina, isoleucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, valina e triptofano. Tra i componenti biologicamente attivi della radice spiccano i glucosinolati per le loro proprietà antitumorali¹. Importante la presenza di acidi grassi - in particolare, di acido linoleico² - che contribuisce ad abbassare il livello di colesterolo cattivo. IL “GINSENG PERUVIANO” Una volta essiccata e assunta in polvere, la radice di maca mantiene inalterate le sue proprietà nutrizionali: proteine, carboidrati, vitamine e sali minerali fondamentali come calcio, magnesio, fosforo, potassio e sodio³, perfette riserve energetiche che aumentano la resistenza fisica. Non a caso, come anzidetto, la radice di maca viene consumata dai pastori degli altopiani peruviani, sottoposti al continuo stress fisico dall’altitudine. Per queste sue caratteristiche è stata definita “ginseng peruviano4”: proprio come la nota erba orientale, la maca è un efficacissimo tonico naturale. ELISIR DI FERTILITÀ La radice di maca è un reale elisir di fertilità. I suoi alcaloidi isolati stimolano l’ovogenesi nelle donne e la spermatogenesi nei maschi; in questi ultimi, la presenza di fruttosio aumenta anche l’efficienza e la motilità degli spermatozoi5. Uno studio condotto nel 2001 su venti soggetti maschili sani trattati con radice di maca ha dimostrato un incremento del 14% della concentrazione spermatica6: assumendo una dose quotidiana di radice di maca che va da 1,5 a 3 grammi, si può ottenere un netto miglioramento delle prestazioni sessuali7. 1. Phytochemistry Reviews 1, 2002, Glucosinolates in the human diet – Biovailability and implications for health, viewable on-line at www.ucanr.edu/datastoreFiles/608-441.pdf 2. Food Chem 49, 1994, Chemical composition of Lepidium meyenii, viewable on-line at www.researchgate.net/publication/222329519_Chemical_composition_ of_Lepidium_meyenii 3. Obregon LE, 1998, Maca – Planta Medicinal y nutritiva del Perù, viewable on-line at www.dialnet.unirioja.es/descarga/articulo/4989281.pdf 4. Sci. Rep., 2017, Chemical profiling analysis of Maca using UHPLC-ESI-Orbitrap MS coupled with UHPLC-ESI-QqQ MS and the neuroprotective study on its active ingredients, viewable on-line at www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5356334/

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