82 Da questa cultura nasce il mito del Myod, miele fermentato per lunghi anni al fine di ottenere una bevanda moderatamente alcolica, che dai primi insediamenti russi viene bevuta in occasione delle più importanti cerimonie: nascite, sposalizi, funerali, l’accoglienza di un ospite. La ricetta era semplice, per quanto di lunga attesa: 96 litri di acqua di fiume e 16 chilogrammi di miele. Il tutto lasciato riposare sotto terra, in botti di quercia, dai 5 ai 20 anni. �uesto è l’ancoraggio della fermentazione del miele nella tradizione delle popolazioni sovietiche. Myod come bevanda delle occasioni solenni, esperienza russa dell’idromele, nettare tra i fermentati più antichi del mondo, già presente nei costumi delle prime civiltà europee. La definizione “Luna di miele” deriva da qui: dalla fornitura di Myod che veniva donata allo sposo in occasione del matrimonio, da consumarsi rigorosamente nel primo arco di luna successivo alle nozze. Una tradizione diffusasi in tutta l’Europa; ma se la fermentazione di latticini, frutti e ortaggi trova gemelli in altre culture europee, il Myod resta unico – e, come tutte le cose russe, sa essere estremo. Sebbene l’impiego del Myod nei più importanti rituali di vita sociale risalga a millenni addietro, è dal Medioevo che in Russia si tramandano ricette scritte sulla preparazione del miele fermentato. Sul Myod molto è giunto ai giorni nostri grazie a Charles Howard, I° Conte di Carlisle, politico e militare inglese, ambasciatore nella seconda metà del XVII secolo in Russia, Svezia e Danimarca, che nei suoi diari si curò di trascrivere questa tradizione e le relative declinazioni territoriali: “Due parti su tre di miele più un terzo di succo di frutti quali lamponi, ribes o ciliegie. Fermentare e tenere a riposo in botti affumicate sepolte sotto terra per periodi dai 15 ai 20 anni. In alcune ricette anche fino a 40. Mai sotto i 5-8 anni, sarebbe stata una bevanda di scarso valore”. I lunghi tempi di fermentazione necessari per un Myod degno di tale nome lo resero un prodotto costoso e difficilmente reperibile, in uso diffuso solo tra la nobiltà e durante le cerimonie di grande valenza sociale. Il valore del tempo non è, tuttavia, solo economico. et/h/nic eating
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